Aprire un'attività in Italia da straniero: requisiti e procedure

Pubblicato il: 2025-03-10

Fare impresa in Italia come cittadino straniero

L'Italia accoglie investitori e imprenditori stranieri con diverse procedure a seconda della nazionalità. I cittadini UE/SEE possono costituire società senza restrizioni, mentre i cittadini extra-UE devono seguire percorsi specifici. Il Codice Civile italiano non pone limitazioni alla partecipazione straniera nelle società di capitali, rendendo l'Italia una destinazione accessibile per gli investimenti internazionali.

Cittadini UE/SEE

Per i cittadini dell'Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, non esistono limitazioni particolari. È sufficiente disporre di un codice fiscale italiano, ottenibile presso l'Agenzia delle Entrate o il consolato italiano nel proprio Paese, e seguire la procedura standard di costituzione societaria. La libertà di stabilimento garantita dai trattati UE consente di operare in Italia alle stesse condizioni dei cittadini italiani.

Cittadini extra-UE: il visto per investitori

L'Italia offre il Visto per Investitori (Investor Visa), che richiede un investimento minimo di: 500.000 euro in una società italiana, 250.000 euro in una startup innovativa iscritta nella sezione speciale del Registro Imprese, 1 milione di euro in titoli di Stato, o 2 milioni di euro a titolo filantropico. Il visto ha durata biennale ed è rinnovabile. La domanda si presenta al Comitato Interministeriale tramite il portale dedicato.

Startup Visa

Per chi intende fondare una startup innovativa, esiste lo Startup Visa, che permette l'ingresso in Italia con un progetto imprenditoriale validato. La domanda si presenta online al Ministero dello Sviluppo Economico e i requisiti sono meno stringenti rispetto all'Investor Visa. Il progetto deve dimostrare carattere innovativo, sostenibilità economica e potenziale di crescita.

Documenti necessari

  • Codice fiscale italiano (ottenibile anche dall'estero tramite consolato)
  • Passaporto valido con visto appropriato (per extra-UE)
  • Permesso di soggiorno (per residenti extra-UE già in Italia)
  • Certificato di residenza o dichiarazione di domicilio
  • Documentazione bancaria per l'apertura del conto aziendale
  • Traduzione giurata dei documenti societari esteri (se applicabile)

Scelta della forma giuridica

Per gli imprenditori stranieri, la SRL è generalmente la scelta più indicata: offre responsabilità limitata, flessibilità gestionale e un capitale minimo accessibile (10.000 euro, o 1 euro per la SRLS). La ditta individuale con regime forfettario può essere un'opzione per chi inizia con volumi ridotti, beneficiando di una flat tax al 15% (5% per i primi cinque anni) su ricavi fino a 85.000 euro annui.

Consigli pratici

Affidarsi a professionisti locali (commercialista, avvocato, notaio) è essenziale per navigare la burocrazia italiana. I tempi possono variare significativamente da regione a regione: Milano e Roma offrono generalmente procedure più rapide grazie alla maggiore esperienza con clienti internazionali. È consigliabile aprire un conto corrente presso una banca italiana prima dell'atto notarile, operazione che può richiedere 2-3 settimane per i non residenti.

Zunapro assiste imprenditori di tutto il mondo nella costituzione di società in Italia, dalla richiesta del codice fiscale fino all'avvio dell'attività operativa.

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